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	<title>Psicoterapeuta infantile Castelli Romani &#187; Consulenze</title>
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	<description>Psicoterapeuta dell&#039;età evolutiva</description>
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		<title>Intervenire nelle difficoltà emotive e relazionali dei bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di difficoltà emotive e relazionali evoca u [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di <em>difficoltà emotive e relazionali</em> evoca un’ampia gamma di aspetti interconnessi tra loro, rispetto ai quali è bene fare chiarezza. In questo approfondimento, si procederà con il <strong>prendere in analisi, più da vicino, problematiche emotive e comportamentali che abbiamo identificato in <a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/approccio-cognitivo-comportamentale">questo articolo</a> con il termine <em>disturbi internalizzanti</em></strong>, ossia caratterizzati da sintomi di ipercontrollo e dalla tendenza del bambino a regolare i propri stati emotivi e cognitivi in modo eccessivo ed inadeguato.</p>
<p>A questa categoria, oltre al disturbo d’ansia (<a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/blog/ansia-bambini-aiuto.html">già affrontato in un altro post</a>), appartiene il <strong>Disturbo Depressivo.</strong> Vediamolo più da vicino:</p>
<h2>Come si manifesta il disturbo depressivo nei bambini</h2>
<p><strong>La Depressione è una condizione emotiva abbastanza comune nei bambini e negli adolescenti</strong>, si pensi che rappresenta attualmente la II° causa di disagio più comune. Da stime generali è stata individuata una percentuale di 4-6% di soggetti in età evolutiva che ha sofferto, in un certo periodo della sua vita, di un disturbo depressivo mediamente invalidante, con maggior prevalenza per le ragazze (Merrell, 1999).</p>
<p>Sono principalmente due le condizioni presenti in un bambino/adolescente con disturbo depressivo:</p>
<ul>
<li>Irritabilità</li>
<li>Umore depresso o tristezza eccessiva</li>
</ul>
<p>Al contrario di ciò che si pensa comunemente, <strong>il primo aspetto</strong> (associato a sentimenti di rabbia, ostilità e collera) <strong>è prevalente rispetto a tristezza e malinconia</strong>.</p>
<p>Come tutte le emozioni anche la rabbia svolge un ruolo adattivo, tuttavia nel bambino depresso, essa si manifesta in modo <strong>frequente</strong> ed <strong>intenso</strong>. In particolare, si esprime con:</p>
<ul>
<li>Irritabilità per la maggior parte del giorno</li>
<li>Scoppi di collera improvvisi</li>
<li>Scarsa tolleranza alle frustrazioni</li>
<li>Condotte aggressive (fisiche e verbali)</li>
</ul>
<p><strong>Nell’adolescente depresso</strong>, invece, si manifesta con:</p>
<ul>
<li>Comportamenti autodistruttivi</li>
<li>Comportamenti eterodistruttivi</li>
<li>Rabbia internalizzata (rivolta verso sé)</li>
<li>Rabbia esternalizzata (rivolta verso l’esterno)</li>
</ul>
<h2><strong>Che tipo di depressione?</strong></h2>
<p>I sintomi, per poter effettuare diagnosi, devono essere presenti per <strong>almeno 2 settimane</strong>. Essi, tuttavia, si diversificano in base al tipo di disturbo depressivo in questione, dunque è importante elaborarne una valutazione accurata.</p>
<p>Prendendo in considerazione Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, American Psychiatric Association, 2014), è possibile riscontrare i seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li>Irritabilità per la maggior parte della giornata, osservabile da insegnanti, coetanei e genitori</li>
<li>Scoppi di collera verbali e comportamentali eccessivi ed incongrui per intensità o durata alla situazione</li>
<li>Perdita di interesse e piacere per tutte o quasi le attività</li>
<li>Umore depresso/irritabile</li>
<li>Insonnia/ipersonnia</li>
<li>Faticabilità</li>
<li>Agitazione/Rallentamento psicomotorio</li>
<li>Sensi di colpa/autosvalutazione eccessivi</li>
<li>Pensieri di morte/ideazione suicidaria</li>
<li>Indecisione/ difficoltà di concentrazione</li>
<li>Scarso appetito/iperfagia</li>
<li>Bassa autostima</li>
<li>Difficoltà di concentrazione</li>
<li>Sentimenti di disperazione</li>
<li>Labilità affettiva (sbalzi di umore, aumentata sensibilità al rifiuto)</li>
</ul>
<h3>Tipologie di disturbo depressivo</h3>
<p>In base alla presenza di questa sintomi, si distinguono le seguenti categorie di disturbi depressivi (i primi tre sono certamente i più frequenti):</p>
<ol>
<li>Disturbo da regolazione dell’umore dirompente</li>
<li>Disturbo Depressivo Maggiore</li>
<li>Disturbo Depressivo Persistente o Distimia (cronicità dei sintomi)</li>
<li>Disturbo disforico premestruale</li>
<li>Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci</li>
<li>Disturbo depressivo dovuto ad altra condizione medica</li>
<li>Disturbo depressivo con/senza altra specificazione</li>
</ol>
<p>Per quanto riguarda la fascia d’età tra gli 0 e i 3 anni è bene fare riferimento ad un altro manuale: Classificazione diagnostica della salute mentale e dei disturbi di sviluppo nell&#8217;infanzia (Classificazione Diagnostica 0-3, Helen Link Egger et al., 2008). Esso distingue:</p>
<ul>
<li>Reazione a scomparsa o Lutto prolungato, dovuta alla perdita di una figura di attaccamento primaria a causa di morte o scomparsa e alla presenza di una sola figura di attaccamento che, tuttavia, non fornisce un accudimento adeguato</li>
<li>Depressione Infantile, caratterizzato da umore depresso e irritabile, probabilmente dovuto a: trascuratezza/ disinteresse delle figure di attaccamento.</li>
</ul>
<h2><strong>Intervento psicologico per la depressione in adolescenti e bambini</strong></h2>
<p>Lo specialista si concentra dapprima nel <strong>formulare una valutazione</strong> che illumini ogni aspetto della problematica presentata dal bambino/adolescente in questione. <strong>Effettua dei colloqui clinici con i genitori, con il bambino stesso e, se possibile, con gli insegnanti che lo seguono</strong>. Procede alla somministrazione di test standardizzati, prove grafiche e consegna questionari utili a raccogliere il maggior numero di informazioni possibile. <strong>Delinea una diagnosi</strong> (proponendo una valutazione neuropsichiatrica se la gravità lo richiede), fornisce una restituzione ai componenti della famiglia ed, infine, offre delle indicazioni terapeutiche che possono comprendere attività di sostegno psicologico o la necessità di un vero e proprio percorso terapeutico (rivolto alla coppia genitoriale e/o al bambino).</p>
<h3><strong>Come si delinea un buon intervento rivolto a problematiche infantili di tipo depressivo?</strong></h3>
<p>Gli interventi applicabili sono molti e diversificati, ciò che risulta imprescindibile è la collaborazione tra lo specialista, la famiglia e la scuola in quanto molto spesso un <strong>approccio multimodale</strong> è ciò che determina la riuscita del percorso.</p>
<p>Le possibilità sono:</p>
<ol>
<li>Interventi sul bambino/ragazzo: Terapia Cognitivo-Comportamentale o Psicoterapia di gruppo</li>
<li>Interventi sui genitori: Parent Training o Psicoeducazione</li>
<li>Interventi sugli insegnanti: Teacher Training o GLH</li>
<li>Interventi di prevenzione psicosociale su minori a rischio</li>
<li>Farmacoterapia (sotto la responsabilità di un neuropsichiatra infantile).</li>
</ol>
<p>In linea generale gli <strong>obiettivi</strong> su cui il sostegno psicologico intende far leva sono:</p>
<ul>
<li>Elevare l’umore e permettere l’acquisizione di un livello adeguato di energia, attività e socializzazione</li>
<li>Bloccare eventuali pensieri concernenti il desiderio di morire</li>
<li>Ridurre l’irritabilità ed incrementare lo scambio interazionale con familiari e amici</li>
<li>Normalizzare l’alimentazione ed il sonno</li>
<li>Stimolare rinnovato interesse verso la buona riuscita scolastica, nel coinvolgimento sociale, ecc.</li>
<li>Introdurre strategie di assertività nel comunicare i propri bisogni. E molto altro ancora…</li>
</ul>
<h3><strong>Quali sono gli strumenti utilizzati nella relazione di aiuto ?</strong></h3>
<p>Anche in questo caso, ritengo prioritario sottolineare che gli strumenti utili variano in misura della natura e dell’intensità della difficoltà presentata. Tuttavia, dalla “cassetta degli attrezzi” da cui può attingere lo psicologo dell’età evolutiva troviamo:</p>
<ul>
<li>un percorso di psicoeducazione</li>
<li>individuazione di attività piacevoli</li>
<li><em>training</em> di abilità sociali</li>
<li><em>training</em> di assertività</li>
<li>messa in discussione dei pensieri</li>
<li>tecniche immaginative</li>
<li>utilizzo di affermazioni positive</li>
<li>tecniche immaginative</li>
</ul>
<p><a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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		<item>
		<title>Affrontare i disturbi da deficit dell&#8217;attenzione e iperattività</title>
		<link>https://www.psicologa-castelliromani.it/consulenze/adhd-iperattivita.html</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 10:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di bambini vivaci, esuberanti, scatenati. Spes [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di bambini vivaci, esuberanti, scatenati. Spesso si assegna loro l’aggettivo di “iperattivi” <strong>senza conoscere con esattezza la connotazione che tale definizione racchiude</strong>. Si vuole, dunque, approfondire, in questo spazio, una specifica gamma di aspetti cognitivi e comportamentali che contraddistinguono il “<strong>Disturbo da deficit di attenzione/iperattività</strong>”.</p>
<h2>Sintomi dell&#8217;iperattività nel bambino</h2>
<p>In base a quanto indicato dal DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, APA, 2014) è possibile parlare di tale quadro clinico quando si rileva la presenza di tre categorie di sintomi che interferiscono con il funzionamento o lo sviluppo dell’individuo per almeno 6 mesi:</p>
<ul>
<li>La <strong>disattenzione</strong></li>
<li>L’<strong>iperattività</strong></li>
<li>L&#8217;<strong>impulsività</strong></li>
</ul>
<p>In riferimento al primo di essi, la <strong>disattenzione</strong>, il bambino manifesta:</p>
<ul>
<li>Incapacità nel prestare attenzione ai particolari o tendenza a commettere errori di distrazione</li>
<li>Difficoltà a mantenere l’attenzione su compiti o gioco</li>
<li>Non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente</li>
<li>Difficoltà nell’organizzazione dei compiti o delle attività</li>
<li>Tende ad evitare i compiti che richiedono concentrazione</li>
<li>Difficoltà nel seguire le istruzioni</li>
<li>Sbadataggine, facile distraibilità, ecc.</li>
</ul>
<p>Ci si riferisce a sintomi di <strong>iperattività </strong>quando si rileva:</p>
<ul>
<li>Irrequietezza motoria</li>
<li>Incapacità nel rimanere seduto al proprio posto</li>
<li>Tendenza a correre ed arrampicarsi eccessivamente</li>
<li>Difficoltà a svolgere attività ricreative tranquillamente</li>
<li>Loquacità eccessiva</li>
<li>Comportamento “motorizzato”</li>
</ul>
<p>Infine, i sintomi di <strong>impulsività </strong>sono:</p>
<ul>
<li>Tendenza a “sparare la risposta” prima che la domanda sia completata</li>
<li>Difficoltà nell’attendere il proprio turno</li>
<li>Interrompe o si intromette nelle conversazioni.</li>
</ul>
<h2>Tipologie di ADHD nel bambino</h2>
<p>Facendo riferimento a queste tre categorie di sintomi (definiti qualitativamente e quantitativamente) è possibile identificare la specifica tipologia di ADHD, che può essere:</p>
<ol>
<li><strong>Manifestazione con disattenzione predominante</strong>: tale quadro prevede la presenza di 6 o più dei sintomi di disattenzione precedentemente descritti e comporta significativi deficit sul piano dell’attenzione e dell’autoregolazione.</li>
<li><strong>Manifestazione con iperattività/impulsività predominante</strong>: in questa tipologia di disturbo non sono presenti significativi aspetti di disattenzione ma 6 o più dei sintomi di iperattività ed impulsività. I deficit più importanti sono a carico delle funzioni esecutive (pianificare, organizzare, utilizzare il <em>problem solving</em>) e a carico della capacità di auotoregolare i propri impulsi e i propri comportamenti.</li>
<li><strong>Manifestazione combinata</strong>: prevede la presenza di 6 o più di tutti i sintomi presi in esame: disattenzione, iperattività ed impulsività.</li>
</ol>
<p>Si sottolinea, inoltre, che <strong>il temperamento del bambino con ADHD</strong> è caratterizzato dall’essere polemico, dominante, aggressivo, emotivamente vulnerabile, sottoponendolo dunque ad episodi di rifiuto sociale. A questi aspetti si aggiungono le credenze negative che il bambino con ADHD possiede riguardo sé: “Tutti ce l’hanno con me!”- “Io sono fastidioso”. Esse, il più delle volte, vengono confermate dalle reazioni di chi lo circonda e non fanno che esacerbare il vissuto interiore di disagio.</p>
<p>Non deve stupire il fatto che a completare il quadro complesso di ADHD, spesso, si presentino anche sintomi  in comorbilità, quali: ansia, oppositività, depressione, ecc.</p>
<h2>Come può intervenire la psicologa dell’età evolutiva in riferimento all’ADHD?</h2>
<p>La psicologa dell’età evolutiva ha come primo obiettivo quello di accertarsi della presenza del quadro clinico in questione e valutarne la complessità.</p>
<p>Si avvia <strong>un processo di <em>assessment</em> in cui sono previsti degli incontri di valutazione diagnostica</strong> caratterizzata da momenti di:</p>
<ul>
<li>osservazione clinica;</li>
<li>somministrazione di test e questionari;</li>
<li>colloqui con i genitori e il bambino;</li>
<li>attività ludica volta a consolidare l’alleanza terapeutica e a stimolare la collaborazione.</li>
</ul>
<p>In un secondo momento, in base alle aree deficitarie emerse, <strong>si consiglia e/o si avvia <a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/consulenze/problemi-comportamentali-bambini.html">un percorso di sostegno psicologico</a> volto ad intervenire nei diversi ambiti di vita del bambino</strong> (familiare, sociale e scolastico), con gli obiettivi di:</p>
<ul>
<li>Portare il bambino a mantenere l’attenzione sul compito per periodi di tempo gradualmente più lunghi.</li>
<li>Incrementare la frequenza di comportamenti centrati sul compito.</li>
<li>Migliorare il controllo degli impulsi.</li>
<li>Stimolare genitori ed insegnanti all’utilizzo di un sistema di ricompense o metodi di <em>token economy </em>per rinforzare i comportamenti positivi e disincentivare quelli negativi.</li>
<li>Portare il genitore a porre limiti fermi e coerenti appropriati al proprio figlio.</li>
<li>Migliorare l’autostima</li>
<li>Ristrutturare i pensieri negativi del bambino riguardanti se stesso, il mondo e il futuro.</li>
<li>Mantenere relazioni durature.</li>
<li>Insegnare al bambino/ragazzo strategie di autoregolazione.</li>
</ul>
<p>Anche in questo caso la premessa più funzionale al raggiungimento degli obiettivi sopra descritti è <strong>la progettazione di un intervento multimodale, in cui convergano gli sforzi del clinico, ma anche della famiglia e della scuola</strong>. Si consiglia, dunque, un intervento di tipo: individuale (centrato sul bambino), di educazione genitoriale, ambientale e di coinvolgimento degli insegnanti.</p>
<p><a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Disturbi comportamentali nel bambino</title>
		<link>https://www.psicologa-castelliromani.it/consulenze/problemi-comportamentali-bambini.html</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 10:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla di problemi comportamentali nei bambini, quind [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla di <em>problemi comportamentali nei bambini, </em>quindo nell&#8217;età evolutiva, quando si vogliono indicare <strong>tutte quelle manifestazioni disfunzionali che il bambino mette in atto attraverso il suo comportamento</strong>. Si è già accennato a questo argomento nell’<a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/approccio-cognitivo-comportamentale">approfondimento relativo alla categoria dei problemi esternalizzanti</a>. Come già delineato in modo sintetico ed introduttivo, infatti, queste problematiche si caratterizzano per il fatto che <strong>la sofferenza del bambino o dell’adolescente viene scaricata all’esterno determinando una fonte di disturbo per l’ambiente circostante</strong>.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-101" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/06/problemi-comportamentali-bambini.jpg" alt="problemi comportamentali bambini psicologo" width="263" height="192" />È possibile riconoscere un bambino con difficoltà comportamentali in quanto, in lui, emergono aspetti quali:</p>
<ul>
<li><strong>incapacità nel tollerare le frustrazioni</strong>, con essa la pretesa che le proprie necessità debbano essere soddisfatte con assoluta priorità e la tendenza ad utilizzare un atteggiamento aggressivo per ottenere ciò che desidera;</li>
<li><strong>impossibilità nel riconoscere ed adeguarsi alle norme sociali</strong>, rispetto alle quali generalmente si oppone;</li>
<li><strong>difficoltà nell’autoregolazione</strong>, che comprende la scarsa capacità di mantenere l’attenzione, di operare uno sforzo prolungato, di inibire la risposta impulsiva e di modulare i livelli di attivazione in funzione della richiesta ambientale;</li>
<li>infine, il più delle volte tale quadro sintomatologico è in grado di <strong>produrre dei problemi secondari che tendono ad aggravarne il decorso</strong>: difficoltà di relazione con i coetanei, scarsa capacità di regolazione emotiva (rabbia, frustrazione, ecc.), crollo dell’autostima, problemi scolastici e molti altri ancora.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda l’età evolutiva, tra i disturbi comportamentali che generano maggiore disagio possiamo far rientrare:</p>
<ul>
<li><strong>Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD &#8211; DDAI)</strong></li>
<li><strong>Disturbo Oppositivo-Provocatorio (DOP)</strong></li>
<li><strong>Disturbo della Condotta</strong></li>
</ul>
<p>Generalmente non tutti i problemi del comportamento costituiscono un vero e proprio disturbo. Si realizza tale circostanza quando:</p>
<ul>
<li>il comportamento presenta caratteristiche estreme in termini di frequenza, intensità e durata</li>
<li>quando si rileva la cronicizzazione della modalità comportamentale in questione</li>
<li>quando il funzionamento (scolastico, familiare e sociale) del bambino/ragazzo ne risulta compromesso</li>
</ul>
<h2>Cosa può fare la psicologa in caso di problemi comportamentali?</h2>
<p><img class="alignright size-full wp-image-100" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/06/iperattivita-bambini-problemi-comportamentali.jpg" alt="iperattivita bambini problemi comportamentali" width="250" height="188" />L’intervento della psicologa può risultare vincente solo <strong>grazie alla collaborazione di genitori ed insegnanti</strong>. Un intervento multimodale, infatti, massimizza le possibilità di riuscita nel perseguimento degli obiettivi principali. Nel caso dei problemi comportamentali è necessario <strong>progettare un intervento volto a migliorare la qualità di vita del bambino e dei suoi familiari</strong> agendo sul piano emotivo, cognitivo e comportamentale. Attraverso il sostegno psicologico, infatti, si mira a:</p>
<ul>
<li>estendere i tempi attentivi e la tolleranza alle situazioni frustranti</li>
<li>favorire nel bambino la tendenza a considerare anche i bisogni altrui e ad utilizzare modalità alternative alla violenza e all’oppositività per raggiungere i propri obiettivi</li>
<li>incoraggiare l’autoregolazione degli impulsi</li>
<li>promuovere il riconoscimento delle proprie emozioni negative, comprendendone l’origine e gli antecedenti, al fine di raggiungerne una gestione adeguata.</li>
</ul>
<p>Negli approfondimenti successivi vedremo più nello specifico i singoli disturbi relativi ai problemi comportamentali.</p>
<p><a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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		</item>
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		<title>Consulenza psicologica per bambini, famiglie e insegnanti</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 14:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consulenze]]></category>

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		<description><![CDATA[L’intervento di sostegno psicologico di stampo cognitiv [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervento di <a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/approccio-cognitivo-comportamentale">sostegno psicologico di stampo cognitivo-comportamentale</a> deve essere concepito in senso “multidimodale”. Favorire lo sviluppo personale e sociale del bambino è un compito complesso e può esserlo ancor di più se non accompagnato dalla collaborazione degli agenti educativi (genitori, insegnanti, ecc.) che si prendono cura di lui. L’efficacia del percorso di consulenza psicologica è perseguibile solo se il sistema familiare e scolastico agiscono formando una squadra che collabora al raggiungimento dello stesso obiettivo.</p>
<h2>Ma in cosa consiste la consulenza psicologica per i genitori?</h2>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-63" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/genitori-e-figli-300x202.jpg" alt="Consulenza psicologica genitori albano laziale" width="300" height="202" />La consulenza rivolta al genitore si pone l’obiettivo di identificare ed affrontare le difficoltà genitoriali che inevitabilmente emergono in presenza di una problematica infantile. Più precisamente, infatti, si occupa di:</p>
<ul>
<li>Informare circa la natura della problematica in questione: cosa aspettarsi da essa, come si evolve e si manifesta nella quotidianità</li>
<li>Facilitare un dialogo tra i genitori in riferimento al proprio vissuto interiore e alle diverse modalità di prendersi cura del bambino</li>
<li>Improntare un confronto sulle proprie abilità di gestione dei figli</li>
<li>Favorire la comprensione delle proprie reazioni emotive (quali rabbia, ansia, ecc.) al comportamento del figlio per acquisire una più efficace autoregolazione emotiva</li>
<li>Fornire suggerimenti su come modulare stati d’animo e comportamenti del bambino</li>
<li>Portare alla luce convinzioni ed emozioni irrazionali, dunque negative, che innescano i comportamenti indesiderati del bambino</li>
<li>Migliorare la comunicazione ed incrementare l’affettività tra i membri della famiglia</li>
</ul>
<h2>E la consulenza per gli insegnanti?</h2>
<p><img class="alignright size-full wp-image-62" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/squadra.jpg" alt="Consulenza psicologica insegnanti albano laziale" width="300" height="300" />La consulenza rivolta all’insegnante consiste in incontri regolari concordati, i cui principali obiettivi sono:</p>
<ul>
<li>Informare sulle caratteristiche della problematica del bambino</li>
<li>Fornire strumenti di valutazione</li>
<li>Potenziare le risorse emotive dell’insegnante</li>
<li>Spiegare procedure di modificazione del comportamento nella classe</li>
<li>Fornire strategie didattiche per facilitare apprendimento</li>
<li>Spiegare come migliorare la relazione tra alunno in questione ed i compagni</li>
</ul>
<p>&nbsp;<br />
<a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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