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	<title>Psicoterapeuta infantile Castelli Romani &#187; Blog</title>
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	<description>Psicoterapeuta dell&#039;età evolutiva</description>
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		<title>Affrontare l&#8217;ansia disfunzionale nei bambini</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 14:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Disturbo d’Ansia, in età evolutiva, può essere gener [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Disturbo d’Ansia, in età evolutiva, può essere genericamente descritto con la <strong>presenza di paura e/o ansia eccessiva e inappropriata rispetto a situazioni/eventi estremamente diversi tra loro</strong>. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, American Psychiatric Association, 2014) esso può manifestarsi con modalità diverse a seconda della <img class="alignright size-medium wp-image-75" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/cura-ansia-bambini-300x187.jpg" alt="cura ansia bambini psicologia" width="300" height="187" />situazione/oggetto temuto:</p>
<ul>
<li>Disturbo d’ansia di separazione</li>
<li>Mutismo selettivo</li>
<li>Fobia specifica</li>
<li>Fobia sociale</li>
<li>Disturbo di panico</li>
<li>Agorafobia</li>
<li>Disturbo d’ansia generalizzata</li>
<li>Disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci</li>
<li>Disturbo d’ansia dovuto a un’altra condizione medica</li>
<li>Disturbo d’ansia con altra/senza specificazione.</li>
</ul>
<h2>Cosa accomuna queste condizioni di natura ansiosa?</h2>
<ul>
<li>La presenza di una preoccupazione/ansia che oltrepassa in modo marcato le aspettative relative al livello evolutivo del bambino.</li>
<li>Ansia che viene estesa a più ambiti della vita del bambino e che interferisce con la propria e altrui quotidianità.</li>
<li>Apprensione eccessiva rispetto l’adeguatezza delle proprie prestazioni a scuola o nello sport.</li>
<li>Presenza, a livello fisiologico, di irrequietezza, tensione motoria, affaticamento, ecc.</li>
<li>Difficoltà di concentrazione, di stabilire un normale ritmo sonno/veglia, irritabilità ed ipervigilanza.</li>
</ul>
<h2>Quali sono gli obiettivi da perseguire per il sostegno psicologico?</h2>
<p>Gli obiettivi da perseguire in un <a href="http://www.psicologa-castelliromani.it/consulenze/psicologica.html">percorso di sostegno psicologico</a> variano <strong>a seconda della specificità della problematica ansiosa presentata dal bambino</strong>. Globalmente ci si propone di ridurre la frequenza e l’intensità delle reazioni d’ansia (pianto, scoppi d’ira, ecc.) per scongiurare la compromissione del funzionamento quotidiano. In tal senso, si cerca di favorire il superamento della tendenza a rimuginare su pensieri relativi a minacce e l’<strong>acquisizione di strategie di fronteggiamento</strong> (abilità di <em>coping</em>), di <strong>socializzazione</strong>, di <strong>sviluppo di un dialogo interno positivo</strong>. Il bambino deve essere stimolato a mettersi alla prova e a confrontarsi senza eccessivo timore. Tale scopo potrà essere raggiunto lavorando simultaneamente sul versante dell’autostima. Si aiuterà il bambino a costruirsi un’immagine positiva di sé, a raggiungere la profonda convinzione di essere una persona degna di riconoscimento ed accettazione.</p>
<h3>Come si delinea un buon intervento rivolto a problematiche infantili di tipo ansioso?</h3>
<p>È bene, come prima cosa, <strong>favorire una relazione di aiuto basata sulla fiducia e sull’ascolto</strong>: il bambino deve sentirsi sicuro di condividere apertamente i propri pensieri e le proprie emozioni. La relazione è uno spazio tutto suo, in cui deve <strong>sentirsi accolto e rassicurato</strong>. A tal proposito, va aiutato a riconoscere il proprio vissuto interiore per favorire la consapevolezza relativa a tutti quegli elementi che sono in grado di incrementare la sua ansia.</p>
<p>Simultaneamente si aiuta il bambino/ragazzo a generare <strong>autoaffermazioni positive volte ad incrementare la propria autostima e la conseguente autoefficacia</strong>. Gli si forniscono delle strategie di fronteggiamento e lo si incentiva alla partecipazione in attività quotidiane di tipo sociale e scolastico. Per un intervento che risulti completo è fondamentale coinvolgere genitori ed insegnanti al fine di: facilitare la loro comprensione delle paure adeguate ai vari livelli di sviluppo e ottimizzare le loro capacità di gestione delle stesse. Particolarmente utile potrebbe essere affiancare a tale lavoro, l’insegnamento di tecniche di rilassamento, volte a modulare le reazioni fisiologiche particolarmente fastidiose.</p>
<p>Non può mancare la discussione approfondita di tutte quelle distorsioni cognitive in grado di generare, agli occhi del bambino, la sensazione di essere sottoposto a continue fonti di minaccia/pericolo. Quali di esse sono davvero realistiche? Quali, invece, non lo sono? Come possiamo affrontarle?</p>
<h3>Quali sono gli strumenti utilizzati nella relazione di aiuto ?</h3>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-74" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/strumenti-ansia-bambini-300x234.jpg" alt="strumenti ansia bambini" width="300" height="234" />Anche in questo caso, ritengo prioritario sottolineare che gli strumenti utili <strong>variano in misura della nature e dell’intensità della difficoltà presentata</strong>. Tuttavia, dalla “cassetta degli attrezzi” da cui può attingere lo psicologo dell’età evolutiva troviamo:</p>
<ul>
<li>un percorso di psicoeducazione</li>
<li><em>training</em> di autoistruzioni</li>
<li><em>training</em> di rilassamento</li>
<li><em>training</em> di abilità sociali</li>
<li><em>training</em> di assertività</li>
<li>messa in discussione dei pensieri</li>
<li>tecniche immaginative</li>
<li><em>token economy</em></li>
<li>utilizzo di affermazioni positive</li>
<li>tecniche espositive</li>
<li>desensibilizzazione sistematica</li>
</ul>
<p>Si rimanda a successivi approfondimenti l’analisi più dettagliata degli strumenti qui accennati in favore della completezza dell’argomento.<br />
&nbsp;<br />
<a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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		<title>Che cos&#8217;è l&#8217;ansia e come affrontarla</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 12:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[i.pillai]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ansia è un’emozione sempre esistita, ha caratterizzat [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ansia è un’emozione sempre esistita</strong>, ha caratterizzato la condizione umana fin dalle sue origini. Questo si spiega grazie al ruolo adattivo che svolge, in quanto una parte di essa ha permesso la sopravvivenza della specie. Pensiamo al nostro “antenato” che, attivato da un’emozione di natura ansiosa, correva forte per scappare da un predatore. <strong>Per questo motivo non è possibile, né auspicabile procedere alla sua integrale eliminazione</strong>. Tuttavia, la società in cui viviamo ci impone uno stile di vita frenetico e richiedente sottoponendoci quotidianamente a pressioni che ci attivano emotivamente e fisicamente innalzando il nostro livello di ansia.</p>
<h2>Cosa si può fare contro l&#8217;ansia?</h2>
<p>È bene muoversi prima di tutto individuando i fattori scatenanti di tale condizione ed, in secondo luogo, favorendo la riduzione dell’ansia ad un <em>range</em> di normalità.</p>
<h2>Cosa determina una reazione d’ansia?</h2>
<p>Al contrario di quanto si può pensare, seppure molti siano gli eventi traumatici in grado di scatenarla, più spesso sono i singoli e micro eventi quotidiani che, accumulandosi, generano lo sviluppo di emozioni quali paura, stress ed ansia.</p>
<h2>L’ansia è sempre nociva?</h2>
<p>Tutti noi possediamo un livello d’ansia basale, più elevato o meno a seconda della predisposizione personale. Con l’attivazione dello stress il nostro livello di ansia può aumentare in modo vertiginoso fino a raggiungere e superare una soglia, oltre la quale, può manifestarsi un attacco di panico.</p>
<p>Dobbiamo far presente che <strong>ognuno di noi ha più controllo di quanto crede nel ruolo di monitorare e gestire il livello di stress</strong>. Infatti, pur non essendo possibile intervenire sul nostro livello d’ansia basale, è possibile intervenire sul suo aumento oltre la soglia.</p>
<h2>L’ansia si eredita?</h2>
<p>Si è dimostrato che l’ansia si trasmette ereditariamente. Più precisamente si eredita una generica vulnerabilità e non il disturbo in sé. Per questo motivo, essa non deve essere considerata una “condanna” ma come una predisposizione ad aver bisogno di minore quantità di stress per il superamento della soglia.</p>
<h2>Quando l’ansia diventa eccessiva e quindi nociva?</h2>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-69" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/ansia-nociva-300x169.jpg" alt="quando ansia nociva" width="300" height="169" />Secondo la visione di Clark e Beck (2010) è necessario rivolgersi ad uno specialista quando l’individuo manifesta:</p>
<ul>
<li><strong>Pensieri disfunzionali</strong>, ovvero un’errata valutazione del pericolo (in base all’osservazione diretta) in grado di generare paura e/o ansia marcata.</li>
<li><strong>Funzionamento compromesso</strong>, quando l’ansia invalida le abilità della persona in una o più delle aree della nostra vita quotidiana.</li>
<li><strong>Persistenza continua della minaccia e del pericolo</strong>, quando le nostre anticipazioni del pericolo persistono più a lungo del normale. In altre parole, si diventa apprensivi anche solo al pensiero che ci possa essere una minaccia, non valutandone la probabilità effettiva che si verifichi.</li>
<li><strong>Falsi allarmi</strong>, quando si sperimenta una forte ansia in assenza di stimoli minacciosi. Spesso, il sintomo fisico viene interpretato come una prova inconfutabile di una catastrofe certa.</li>
<li><strong>Ipersensibilità agli stimoli</strong>, è l’ansia è attivata da un’ampia e variegata quantità di stimoli</li>
</ul>
<h2>Come si riconosce l’ansia?</h2>
<p>L’ansia si manifesta su 4 livelli:</p>
<ul>
<li><strong>Livello fisiologico</strong>: aumento battito cardiaco, respiro affannoso, dolore al petto, tensione muscolare, ecc.</li>
<li><strong>Livello cognitivo</strong>: paura di perdere il controllo, di danno fisico, ipervigilanza, ecc.</li>
<li><strong>Livello comportamentale</strong>: evitamento, fuga, ricerca di sicurezza, congelamento, irritazione, ecc.</li>
<li><strong>Livello emotivo</strong>: nervosismo, tensione, irritabilità, frustrazione, ecc.</li>
</ul>
<h2>Come si difende il nostro organismo?</h2>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-68" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/sintomi-ansia-300x243.jpg" alt="sintomi ansia" width="300" height="243" />I sintomi sono dati dall’<strong>attivazione dal sistema nervoso simpatico (SNS)</strong> e <strong>parasimpatico (PNS)</strong>.</p>
<p>Il <strong>primo</strong>, prominente nelle situazioni di attivazione fisiologica, possiede un ruolo evolutivo adibito a preparare l’organismo alla difesa/attacco. Ad esempio è responsabile della dilatazione dei polmoni per l’apporto di maggiore ossigeno.</p>
<p>Il <strong>secondo</strong> ha il compito di ripristinare l’omeostasi. Nello specifico il PNS, con l’obiettivo di ridurre al minimo il costo relativo al dispendio di energie, “spegne” il SNS attivato troppo a lungo.</p>
<p>Questi processi sono estremamente rapidi e di antichissima origine tuttavia, al giorno d’oggi, difficilmente la minaccia percepita è in grado di mettere in serio pericolo la nostra vita. L’attivazione fisiologica che ne consegue ci genera, dunque, solo effetti negativi. Ad esempio, quando i nostri polmoni, in una situazione ansiogena, si dilatano per far ricorso a maggior ossigeno, questo non verrà poi utilizzato per permetterci di correre più veloce e cacciare (come avveniva anticamente). Ciò che ci arriverà da questa “fittizia” attivazione fisiologica, sarà una sensazione fastidiosa di dolore e pressione al petto. In altre parole, la preparazione attivata imploderà all’interno del nostro organismo.</p>
<h2>Cosa mantiene la nostra ansia?</h2>
<p>Le risposte date dall’organismo, vissute dalla persona come estremamente potenti e spiacevoli, potrebbero indurla a cercare &#8220;sollievo&#8221;. Quest’ultimo rappresenta un forte motivatore alla fuga o all’evitamento. Comportamenti che, a loro volta, risulteranno controproducenti: impediscono il raggiungimento di quel picco d’ansia che poi  naturalmente decrescerebbe, dimostrando con i fatti all’individuo il suo possibile superamento.<br />
&nbsp;<br />
<a href="tel:3338945577"><img class="aligncenter wp-image-86 size-full" src="http://www.psicologa-castelliromani.it/wp-content/uploads/2015/05/contatti-chiara-fantacci.png" alt="contatti-chiara-fantacci" width="700" height="100" /></a></p>
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